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1919-2017 LA STORIA 98 ANNI

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Lo Sport Club Aurora è una delle società più antiche e gloriose di Chiavari. Taglia quest’anno il traguardo dei 98 anni, essendo stata fondata il 20 luglio 1919 da un manipolo di autentici pionieri dello sport cittadino: Mino Quenti, Antonio Rivarola, Vittorio Valle, Giacomo Zolezzi, Giuseppe Chiappe, Giuseppe Sanguineti, Nevito Brignole, Tito Canepa, Luigi Carniglia, Lorenzo Carniglia, Umberto Giorgi, Giuseppe Rossi, Vittorio Catani, Sandro Frugone, Gio Batta Dentone. Il primo presidente della storia auroriana fu Gio Batta Ghio al quale succederanno negli anni Emilio Balbi, Antonio Giorgi, Giuseppe Brizzolara, Luigi Ori, Emilio Grasso, Alfredo Franceschini, Domenico Norero, Domenico Brignardello, Antonio Pandolfi, Sandro De Martini, Mario Sanguineti. E’ stato lo stesso Pandolfi il presidente della rinascita nell’immediato dopoguerra. I successi nel pugilato e nel ciclismo hanno tenuto alta la bandiera biancorossa nonostante il doloroso contributo pagato nel 1954 con la tragica scomparsa in un incidente stradale sull’autostrada a Lucca dei dirigenti Claudio Cassinelli, Renato Spinetto e Ferdinando Locati, mentre ritornavano a Chiavari dopo aver seguito una corsa dove erano impegnati corridori auroriani. Gli anni d’oro di Angelo Brignole, la straordinaria prova di Renato Ponzini ai mondiali di ciclismo dilettanti di Lugano, la partecipazione, Aurelio Del Rio e dello stesso Ponzini a due Milano-Sanremo, i successi di Marco Sanguineti, l’impeccabile organizzazione di tantissime gare anche a carattere nazionale. Tra gli artefici della grande ascesa un nome importante è quello di Agostino Bergaglio, piemontese ben integrato a Chiavari, vero maestro di ciclismo per i giovani del comprensorio levantino. Riuscì a scovare un manipolo di giovani che si misero in luce in occasione della disputa delle gare dei Giochi della gioventù. Albareto, Boitano, Barbieri, Spinetto, Stagnaro, ecco i loro nomi. Il negozio di “Gustin” in piazza Roma divenne presto punto di ritrovo e d’incontro per chi voleva avvicinarsi allo sport della bicicletta o per chi voleva commentare le gesta dei corridori professionisti. Ma l’Aurora nei primi decenni di storia si segnalò soprattutto per i corsi floreali, per i suoi ragazzi che facevano podismo, per le gare di nuoto in mare o per la pallacanestro. Attivissima la sezione nuoto, una vera fucina di campioni grazie alla presenza di Palliaga, Truffa, Camerlingo, Sanguineti, Valente, Gamba e le “ondine” Olga Tolini, Liana Campana, Maria Teresa Migone. Fu perfino organizzata una finale nazionale di “Coppa Scarioni”, mentre il settore dell’atletica leggera annoverò atleti del calibro di Mangiante, Pandolfi, De Negri, Brignole, Bologna, Roffo. Un altro capitolo esaltante riguardò il pugilato con Mino Bozzano, olimpionico a Melbourne nel 1956 e con Tito “Palazzina” Copello grande maestro nel far crescere pugili come Becco, Giusti, Baroni, Muzio, Traversaro, Boi, La Vite, Vassallo, Pianviti. Impossibile citare tutti coloro che hanno contribuito alla crescita dello Sport Club Aurora. Sicuramente gente semplice, coraggiosa e piena d’amore per la bandiera e lo sport. “L’Aurora è un fenomeno popolare – scrisse Ettore Lanzarotto in occasione del cinquantenario sociale – che porta dentro di sé la sensibilità del popolo e la trasfonde in attività sportiva che pur essendo vasta ignora i bilanci. Nelle assemblee gli auroriani non hanno mai messo all’ordine del giorno preventivi e consuntivi finanziari. Si parlava soltanto di attività da svolgere”. La società chiavarese ha ottenuto importanti riconoscimenti nel 1990  quando il Coni le ha assegnato la Stella d’argento al merito sportivo e un anno più tardi con la Fronda d’oro da parte della Federazione Ciclistica Italiana. Importante il ruolo svolto nell’organizzazione delle corse ciclistiche come ad esempio per le tappe nel Tigullio del Giro d’Italia.

Fabio Guidoni

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